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Per la prima volta dopo anni, gennaio è davvero “l’inizio dell’anno” per me.

Fino al 2019 l’anno lavorativo è sempre iniziato a settembre, un po’ come la scuola, per finire a luglio con le vacanze estive. Il 2020 non è andato così – oh, wait: cosa esattamente è andata in maniera sensata nel 2020?! – e mi sono ritrovata a brindare alla mezzanotte del 31 dicembre come se fosse davvero la fine di qualcosa.

Poi, parliamoci chiaro: non è finito proprio niente e non c’è stato nessun epico cambiamento tra la sera del 31.12 e la mattina dell’1 gennaio, però…
Sarà che il vaccino sembra così vicino, sarà che del 2020 non ne potevo davvero più, sarà che sono passati nove mesi da quando sono diventata mamma e solo adesso inizio a sentirmi nuovamente “me stessa”, che mi è tornata la voglia di fare, che ho voglia di progettare cose belle… Insomma, questo gennaio lo sento davvero come un nuovo inizio e per cinque minuti ho pensato anche io “adesso faccio i buoni propositi per l’anno nuovo!”

Cinque minuti, poi mi è passata.

E mi è passata – e qui finalmente vengo al punto che ti interessa – perché se c’è una cosa che ho imparato in questi mesi da mamma-in-pandemia è che se non penso PRIMA a me stessa E POI agli altri, il burnout è dietro l’angolo.
Il che, attenzione, non significa essere egoisti, ma solo consapevoli delle proprie risorse e del fatto che una macchina, senza benzina, non va proprio da nessuna parte.

Ho iniziato a capirlo ad agosto, in vacanza sulle Dolomiti, e te ne ho parlato in questo post qui, dove vaneggiavo di barche.
Durante l’autunno, quando abbiamo capito che la pandemia non era finita manco per niente, ho preso coscienza del fatto che se non mettevo ME al centro, nel giro di pochissimo tempo non sarei più stata d’aiuto per nessuno – tantomeno per Lupo, il mio #capoccetto.

 

Metti te stessa al centro.
Mettiti al primo posto.
Riempi prima la tua tazza.

E dopo quelle di tutti gli altri certo, ma prima la tua.

So cosa stai per dirmi: “Eh ma Double, come faccio?! Ho un lavoro/casa/famiglia/marito/figli piccoli/genitori anziani/budget da rispettare/cane da portare a spasso/cena da preparare/eccetera”

Conosco questa lista – nella mia c’è anche la voce “cavallo zoppo da 4 mesi che necessita di medicazioni costanti”.

E proprio perché la conosco, ti dico di pensare prima a te stessa.
Concediti 5 minuti in più sotto la doccia.
Concediti quei 20 minuti di yoga che vorresti tanto fare.
Concediti una merenda golosa, una telefonata all’amica del cuore, una passeggiata al sole.
Concediti di non essere perfetta, di fare una lavatrice in meno e di non cucinare la cena.
Concediti sopratutto di chiedere una mano, di delegare.
Che come diceva la Bignardi in un pezzo su vanity quest’estate, “hai già dato durante il lockdown, e anche troppo hai già dato nella vita”.

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